L'udienza di Benedetto XVI ai partecipanti al corso promosso dalla Penitenzieria Apostolica
Città del Vaticano (venerdì, 11-03-2010, Gaudium Press) Alcuni estratti delle parole di S.E. Mons. Fortunato Baldelli, Penitenziere Maggiore:
"Sono qui convenuti, Santità - ha esordito - tanti sacerdoti e giovani di molte nazioni che stanno per essere ordinati sacerdoti. Sono presenti anche sacerdoti che già esercitano il loro ministero penitenziale in alcuni Santuari d'Italia".
"La Penitenzieria Apostolica - ha quindi proseguito - ormai da 21 anni, promuove queste giornate di studio sul Sacramento della Penitenza perché è profondamente convinta che la valorizzazione del ministero penitenziale, soprattutto quello della confessione, dipende in grande misura anche dai sacerdoti e dalla loro consapevolezza di essere depositari di un ministero prezioso ed insostituibile".
"Notiamo - ha detto - con viva soddisfazione che i frutti di questi incontri annuali hanno un concreto riscontro nell'attività quotidiana del nostro dicastero, il quale viene con crescente interesse interpellato e conosciuto per la sua missione fondamentale nella Chiesa che è la salus animarum".
"In questa desiderata udienza - ha terminato il suo discorso monsignor Baldelli - l'appello al maestro e pastore è rivolto specialmente alla missione del sacerdote, per la quale egli è costituito ministro di perdono e di resurrezione spirituale. Padre Santo, attendiamo la sua parola e sappiamo fin d'ora che sarà non solo, se fedelmente applicata, consolante forza e sicurezza che accompagnerà il nostro cammino sacerdotale, ma anche, nel futuro, ricompensa alle fatiche del nostro ministero".
Brani del discorso del Santo Padre:
… Il vostro Corso si colloca, provvidenzialmente, nell'Anno Sacerdotale, che ho indetto per il 150° anniversario della nascita al Cielo di san Giovanni Maria Vianney, il quale ha esercitato in modo eroico e fecondo il ministero della Riconciliazione. Come ho affermato nella Lettera d'indizione: "Tutti noi sacerdoti dovremmo sentire che ci riguardano personalmente quelle parole che egli, [il Curato d'Ars], metteva in bocca a Cristo: "Incaricherò i miei ministri di annunciare ai peccatori che sono sempre pronto a riceverli, che la mia Misericordia è infinita".
…Viviamo in un contesto culturale segnato dalla mentalità edonistica e relativistica, che tende a cancellare Dio dall'orizzonte della vita, non favorisce l'acquisizione di un quadro chiaro di valori di riferimento e non aiuta a discernere il bene dal male e a maturare un giusto senso del peccato.
… è necessario tornare al confessionale, come luogo nel quale celebrare il Sacramento della Riconciliazione, ma anche come luogo in cui "abitare" più spesso, perché il fedele possa trovare misericordia, consiglio e conforto, sentirsi amato e compreso da Dio e sperimentare la presenza della Misericordia Divina, accanto alla Presenza reale nell'Eucaristia. La "crisi" del Sacramento della Penitenza, di cui spesso si parla, interpella anzitutto i sacerdoti e la loro grande responsabilità di educare il Popolo di Dio alle radicali esigenze del Vangelo. In particolare, chiede loro di dedicarsi generosamente all'ascolto delle confessioni sacramentali; di guidare con coraggio il gregge, perché non si conformi alla mentalità di questo mondo (cfr. Rm 12, 2), ma sappia compiere scelte anche controcorrente, evitando accomodamenti o compromessi. Per questo è importante che il sacerdote abbia una permanente tensione ascetica, nutrita dalla comunione con Dio, e si dedichi ad un costante aggiornamento nello studio della teologia morale e delle scienze umane.
Cari sacerdoti, quale straordinario ministero il Signore ci ha affidato! Come nella Celebrazione Eucaristica Egli si pone nelle mani del sacerdote per continuare ad essere presente in mezzo al suo Popolo, analogamente, nel Sacramento della Riconciliazione Egli si affida al sacerdote perché gli uomini facciano l'esperienza dell'abbraccio con cui il padre riaccoglie il figlio prodigo, riconsegnandogli la dignità filiale e ricostituendolo pienamente erede (cfr. Lc 15, 11-32).
La Vergine Maria e il Santo Curato d'Ars ci aiutino a sperimentare nella nostra vita l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'Amore di Dio (cfr. Ef 3, 18-19), per esserne fedeli e generosi amministratori. Vi ringrazio tutti di cuore e volentieri vi imparto la mia Benedizione.
(©L'Osservatore Romano - 12 marzo 2010)
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